Abreu

Conservatorio di Musica "U. Giordano" di Foggia
“Quando la musica cambia la vita”: conoscere e interagire con “El Sistema” Abreu
23 maggio 2014

Salvatore Colazzo, Le arti performative per promuovere la comunità

1. L'interesse che negli ultimi anni si è sviluppato in merito a El Sistema Abreu è sicuramente importante poiché rilancia il problema di un'educazione musicale diffusa a carattere emancipativo. Tuttavia non è esente da alcuni rischi, quello di abilitare progettualità che, a causa del loro scarso spessore pedagogico, non riescono ad intercettare lo spirito profondo di una proposta come quella di Abreu, che ha carattere comunitario ed emancipativo, collocandosi sulla scia di certa pedagogia sudamericana, come quella di Paulo Freire.
El Sistema Abreu è una "buona prassi", per poterla adottare bisogna contestualizzarla, ma per far questo bisogna modellizzarla, in modo da comprenderne la struttura profonda e quindi situarla in un'altra cultura, sì da ottenere effetti paragonabili.
Ciò che io auspico è che si riesca ad estrapolare la parte generativa del sistema affinché si abbiano dei dispositivi di apprendimento in grado di massimizzare le ricadute sociale derivanti da una pratica musicale collettiva pervasiva.

Il mio intervento cerca di definire alcuni principi fondamentali e di offrire alcune indicazioni metodologiche in grado di offrire spunti per quella indispensabile base teorica a cui riferire l'adozione di Abreu in Italia. Poiché lavora ad un alto grado di generalizzabilità, le riflessioni proposte valgono certamente per El Sistema Abreu, ma sono riferibili a qualsiasi azione di intervento educativo-sociale che usa le arti performative per stimolare sviluppo di comunità.

2. Arti performative e bisogno umano di senso

Ispirarsi ad Abreu significa ragionare da una prospettiva pedagogica che si pone il problema di offrire delle opportunità di inclusione sociale a soggetti altrimenti destinati a essere marginalizzati. Ritenere quindi che lo sviluppo umano non possa misurarsi secondo meri parametri economici, riguardando esso, invece, dimensioni sociali ed etiche irrinunicabili. Collocarsi in una logica che funzionalizza i progetti individuali, comunitari e sociali al perseguimento di una condizione di felicità.
Esistono due teorie a cui poter fare riferimento:
a) La teoria di felicità autentica (happiness), volendo scomporre il concetto nei suoi tratti fondamentali, in modo da consentirne eventualmente la misurazione, sostiene che la felicità consista di emozioni positive, quali ad esempio il piacere, il comfort, l’estasi ecc.; di senso di pienezza, che deriva dal sentirsi un tutt’uno con le attività che si svolgono, arrivando a dimenticarsi di sé, come il bambino quando gioca; di significato, che deriva dal percepire le proprie azioni, il proprio essere come partecipi di un qualcosa di più grande, a cui individualmente si contribuisce. (Legrenzi 1998).
b) La teoria del benessere (wellbeing) sostiene che il soggetto ricava dalle proprie azioni un senso di soddisfazione quando vive emozioni positive; ha un’esistenza impegnata a cercare ciò che lo fa star bene; persegue una socialità ricca di relazioni, si pone obiettivi avvertiti come significativi e immagina mete, anche ambiziose, capaci di motivare l’impegno. (Seligman & Csikszentmihalyi, 2000).
Ciò che in ultima istanza conta è riuscire a conseguire la minimizzazione della sofferenza e, ove possibile, uno stato di compiutezza esistenziale.
Ognuno di noi è impegnato in un costante lavoro volto a performare il sé e a generare attraverso la ricorsività delle relazioni con gli altri la realtà in cui è immerso.
Alcune ricerche dimostrano come la sensazione di pienezza esistenziale possa essere conseguita anche in condizioni di miseria. I masai, che vivono in case di fango, letame e legno, non hanno né acqua corrente né elettricità, esprimono un grado molto elevato di adesione alla vita, ricavando da ciò più soddisfazione degli abitanti di paesi con reddito pro-capite ben più alto. (Diener & Biswas-Diener, 2005). Nel 2012 le Nazioni Unite, nello stilare il Primo rapporto mondiale sulla felicità (Hellwell , Layard R. & Sachs J.,2012), hanno decretato come il tradizionale indicatore di benessere, il Prodotto interno lordo (PIL), sia ormai diventato inadeguato a misurare lo sviluppo umano, emanando peraltro una risoluzione che impegna i paesi membri a studiare nuovi strumenti capaci di valutare l’incidenza della ricerca della felicità e del benessere nello sviluppo. Sono attivi, in numerose parti del mondo, i circoli di Action for Happiness, voluti dall’economista britannico Sir Richard Layard, autore di un best seller volto a sensibilizzare le persone all’importanza dell’impegno per contribuire a creare più felicità nei contesti di vita. (Layard 2005).
Ciò che conta è come un soggetto combina le opportunità a sua disposizione per ottenere un risultato da lui reputato soddisfacente per la propria realizzazione in quanto essere umano. Questo significa considerare come bisogno irrinunciabilmente umano il bisogno di senso e ritenere l'attività di sensemaking come un fattore fondamentale di coordinamento sociale.
Il bisogno di senso è ciò che ci caratterizza come esseri umani. Esso va inteso come aspirazione a vivere una situazione di benessere, appetito di completezza, desiderio di pienezza. Una vita felice non è una vita in cui il soggetto abbia egoisticamente soddisfatto ogni mancanza, ma è piuttosto capacità costante di fissare, in un contesto di socialità concretamente vissuta, per la propria esistenza una meta, e cioè capacità di reimmaginare per sé un nuovo bisogno. Il bisogno si nutre di critica e di immaginazione, essendo ricreazione costante di sé nella dinamica relazionalità con gli altri, impegnati come noi e con noi nella costruzione della realtà.
Secondo il linguaggio del premio nobile Sen, i funzionamenti del soggetto, cioè potremmo anche dire le performance realmente esibite, sono migliorabili lavorando sulle capacità, ossia, dentro la nostra prospettiva interpretativa, sulle competenze strategiche. intese come metafunzionamenti, ossia frame di significazione del contesto, di sé, dell'altro, della relazione di sé col contesto.
Noi, in quanto pedagogisti ed educatori, dovremmo impegnarci ad aiutare i soggetti a tentare di pervenire a forme più soddisfacenti di relazione col mondo, insegnando loro ad autoregolare i propri metafunzionamenti, le proprie capacità, mettendo pienamente a frutto, potremmo dire usando una metafora, i propri talenti. Significa, in altre parole, legittimare l'idea che la ricerca del benessere soggettivo, di una identità compiuta, se non della felicità, è ciò che rende una vita degna d'essere vissuta.
Volendo sottrarre questa ricerca all'egoismo di un individualismo senza prospettive, bisognerà declinarla in termini di universalità, quindi dentro, necessariamente, una prospettiva morale, che pone al singolo la necessità di contemperare la propria aspirazione alla felicità con quella dei suoi simili, egualmente impegnati a dare senso alla propria esistenza, cercando di combinare opportunamente le proprie risorse, in singolari funzionamenti. L'empatia, in questo quadro, diventa certamente una capacità fondamentale, da sviluppare con appositi programmi volti a promuovere la convivialità, il senso dell'alterità, l'amore per la differenza, unitamente al senso di comunità, capace di tenere assieme il vicino e il lontano, il particolare e l'universale, secondo l'idea di un'appartenenza a reti di prossimità e, nel contempo, all'uomo generico, all'umanità (Morin 2001). Per dirla in un parola, bisogna promuovere responsabilità, portando gli individui a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni per gli altri uomini, per gli altri esseri viventi, per il pianeta nel suo complesso (Sen 1999).

Si tratta di capire a quali condizioni El Sistema Abreu garantisce la pratica estrinsecazione di questi principi. Per esemplificare, esso va visto dentro una certa idea di sviluppo sociale, va letto in termini di capacità e di funzionamenti, va verificato nella sua capacità di promuovere convivialità, senso dell'alterità, assunzione di responsabilità, ecc.

3. Dimensione strategica delle arti performative per l'educazione

Da quanto detto è evidente che el Sistema ha spessore pedagogico se non solo si propone come una pratica musicale, ma anche come un dispositivo complesso per sviluppare competenze strategiche e favorire empatia.
Le competenze strategiche sono delle competenze che appartengono al dominio della metacognizione. Possiamo estrapolare tre dimensioni (il farlo ci aiuta a stabilire delle azioni efficaci):
a) dimensione dell'alterità/reciprocità. Riguarda la capacità di vedere nel tu un altro io, sia di comprendere che il tu è la concretizzazione della possibilità di un io differente da me, che io non conosco e col quale posso entrare in relazione, negoziando significati posso comprendere i suoi funzionamenti e intuire le sue capacità, posso cogliere il suo potenziale trasformativo nei miei confronti e il mio nei suoi, posso impegnarmi (sia implicitamente che esplicitamente) a costruire con lui spazi di senso.
b) dimensione della riflessività, ossia della capacità di attenzionare i propri funzionamenti emotivi e cognitivi, consentendo forme di governo del sé, per orientarlo verso progettualità ritenute capaci di realizzare una più efficace “presenza” del soggetto; a entrare in relazione con l'altro, gestendo opportunamente i significati, gli obiettivi e i metodi dello scambio, ivi compreso quello conflittuale. La riflessività si esercita sull'azione, sia a posteriori per valutarne l'appropriatezza ed eventualmente modificarla, sia 'in corso', dunque durante lo svolgimento dell'azione stessa, consente al soggetto di interagire attivamente nei contesti, sapendoli interpretare in modo personale e creativo. La riflessività è il pre-requisito fondamentale della competenza di partecipazione. Questa riguarda la possibilità del soggetto di riflettere sul proprio 'stare' nelle organizzazioni e nei gruppi sociali, nonché di agire la propria identità in ordine alle istanze poste dai contesti.
c) dimensione della progettualità. Riguarda la capacità del soggetto di leggere i contesti sociali in cui si iscrive la propria azione, per esprimere la propria capacità d'azione. Essa si configura come la competenza strategica per eccellenza.

L'empatia. Senza empatia non c’è benessere, non c’è felicità, poiché manca il calore che può provenire solo dalla relazione (non fallimentare) con i nostri simili.
Definiamo l'empatia come la capacità di comprendere gli stati mentali altrui attraverso un riferimento alla propria esperienza di interazione con l'altro, mantenendo quindi la distinzione sé altro, sicché empatia non è contagio emotivo (Feshbach 1978; Decety & Jackson 2004; Decety & Moriguchy 2007), quantunque il contagio emotivo ne costituisce probabilmente il presupposto, come dimostrano gli studi di alcuni primatologi (Demuru & Palagi 2012). Per molti aspetti essa si sovrappone alla "teoria della mente", che è la capacità di inferire gli stati mentali altrui, a partire dai propri (Premack & Woodruff 1978; Battistelli 1997).
I costrutti di empatia e di teoria della mente presuppongono che il soggetto sia capace di distinguere sé dall'altro, abbia consapevolezza dell'alterità che gli altri rappresentano per lui, sicché vivono emozioni e sentimenti diversi dai suoi, abbia la disponibilità a compiere, nella relazione con l’altro, un costante lavoro interpretativo. Empatia e teoria della mente sono funzionali a fornire sistemi di prevedibilità e (controllo) del comportamento altrui e del proprio e si sviluppano sin dalla più tenera età (Wellman 1990).

Una terza dimensione strategica è costituita dall’impegno attivo a favore di una democrazia sostanziale fondata sulla partecipazione.Questo significa che un coro, un'orchestra debbono configurarsi come organizzazioni capaci di conferire identità comune ai propri aderenti e insieme configurarsi come entro di libertà e responsabilità.

4. Qualche indicazione metodologica

È del tutto evidente che rispetto alle strategie delineate esistono metodi di intervento formativo più compatibili ed altri meno.
In linea generale va detto che la formazione, per come oggi si va proponendo, appare disponibile a sperimentare nuove metodologie centrate sull'apprendimento, di carattere “non direttivo” che tengono conto delle dimensioni relazionali sottese alle situazioni di apprendimento e del desiderio di espressione dei singoli, impegnati in processi di acquisizione delle conoscenze. Tende a superare la separazione tra luoghi formativi e luoghi sociali. Valorizza l’esperienza degli individui e dei gruppi, le loro capacità costruttive di conoscenza. La formazione in tal modo si pone la questione di come favorire l’attitudine alla riflessività e la disponibilità al cambiamento degli attori sociali (Mezirow 1973).
Da questa prospettiva, l'azione formativa deve mirare a fornire al soggetto degli strumenti che gli rendono possibile tenere assieme l'istanza di realizzare la propria soggettività con l'istanza di sentirsi parte di un mondo in cui vige la reciprocità nelle relazioni intersoggettive, consentendo la realizzazione del bisogno altrettanto cogente di esser parte di una comunità.

Fatta questa premessa, diremo che in testa alla lista dei metodi più consoni vi sono i cosiddetti metodi partecipativi. Si tratta di metodi volti ad assicurare la possibilità a singoli e gruppi di intervenire nei processi di progettazione partecipata o di decisione inclusiva, in modo che le istanze dal basso possano essere fatte valere nei contesti istituzionali e le decisioni inerenti le principali questioni della vita comunitaria siano condivise dai cittadini. (Pasqui 2007; Ripamonti 2011).
Si coglie l’affinità che essi hanno con la ricerca-azione. Com’è noto, vi sono diverse e a volte dissonanti definizioni di cosa sia ricerca-azione. Ciò che accomuna tuttavia le diverse interpretazioni è costituito da alcuni principi considerati irrinunciabili:
- autodeterminazione
- protagonismo
- collaborazione
- condivisione delle scelte
- riflessione
(Barbier 2007; Pourtois 1984).

Ciò significa che andare a costituire un coro o un'orchestra ispirandosi ad Abreu, significa istituire un processo di ricerca-azione.
Mettendo su un'orchestra o un coro, i membri debbono potersi percepire “più che nel corso della loro vita quotidiana, come produttori della propria storia e delle proprie storie, come dei soggetti capaci di trasformare la situazione in cui sono inseriti” (Tourain 1988, p. 158).
L'operatore Abreu deve sapersi pensare come colui che crea le condizioni affinché i partecipanti al gruppo riescano a confrontarsi tra loro. Egli sviluppa empowerment comunitario, in quanto riesce ad attivare processi di:
- coinvolgimento;
- creazione della rete sociale;
- partecipazione.

Il coro o l'orchestra ispirata ad Abreu, nella visione che propongo deve vedere la comunità come protagonista: gli attori sociali nel decidere a proposito del coro (leggi pure: orchestra), col coro, del coro diventano capaci di fare delle scelte, diventano soggetti progettuali.

Altre tradizioni culturali arrivano a conclusioni in qualche modo assimilabili, la pedagogia degli oppressi (Freire 1972), la socioanalisi (Lapassade 2009), il counseling comunitario (Blustein 2008).

5. Per concludere

La pedagogia attivante (o capacitante), per come abbiamo qui tentato di disegnare, di cui la diffusione del metodo Abreu dovrebbe essere parte, è una pedagogia emancipatrice in quanto poco propensa a colludere con l'esistente, una pedagogia capace di slanci utopici, permanentemente in ascolto dei soggetti e dei loro bisogni.
La pedagogia che noi immaginiamo riflette essenzialmente sui processi culturali che modificano l'esistente, si mette a disposizione dei soggetti impegnati a disegnare forme di resistenza attiva rispetto agli effetti di detrazione di senso che le forze socio-economiche imperanti generano. In questo è un modulatore sociale che si preoccupa dell'ontologizzazione dei confini e perciò si impegna a rompere gli schemi.
Mira alla felicità e sorveglia le istituzioni affinché esse non cessino di pensarsi funzionali al raggiungimento del benessere del massimo numero dei suoi membri. Vuole offrire a tutti delle opportunità, affinché nessuna vita si avverta come inutile, come semplicemente macinata dalla storia, tassello insignificante di un disegno oscuro, la cui comprensione le è preclusa.

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José Antonio Abreu è un musicista e attivista politico venezuelano, nato nel 1939 nell'ovest del Venezuela. Ha ascendenti italiani: il nonno materno, Antonio Anselmi Berti era direttore della banda musicale di Marciana (Isola d'Elba), emigrato nel paese sudamericano nel 1897, con 46 strumenti a fiato al seguito. Laureato in economia, è stato anche deputato alla Camera del parlamento venezuelano. Successivamente ha insegnato economia e diritto in Università. Nel 1983, per un breve periodo, ricoprì la carica di Ministro della cultura. Nel 1975 aveva fondato El Sistema Abreu, cioè la Fondazione per la promozione delle orchestre giovanili e infantili del Venezuela (Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela),

José Antonio Abreu Ha ascendenti italiani: il nonno materno, Antonio Anselmi Berti era direttore della banda musicale di Marciana (Isola d'Elba), emigrato nel paese sudamericano nel 1897, con 46 strumenti a fiato al seguito. Laureato in economia, è stato anche deputato alla Camera del parlamento venezuelano. Successivamente ha insegnato economia e diritto in Università.

TOCAR Y LUCHAR (Suonare e lottare) di Alberto Arvelo Venezuela – 2007 – 72’, è un documentario dedicato al Sistema di Orchestre Giovanili ed Infantili del Venezuela, una rete di 220 Orchestre Giovanili e 180 Orchestre Infantili, fondata nel 1975 da José Antonio Abreu, ex ministro della cultura del governo venezuelano di origini italiane. Il sistema Abreu, in Venezuela vuole creare, attraverso la musica un’occasione di riscatto sociale, insegnando a persone sottratte alla strada e alla delinquenza, a suonare uno strumento. Il regista del documentario, Alberto Arvelo, da ragazzo ha partecipato al progetto Abreu. Il Progetto Abreu ha coinvolto ad oggi più di 800 mila persone. Il suo merito sta nell'aver intutito che l’educazione musicale è una vera occasione per formare un bambino al rispetto degli altri e di se stesso, a cercare e trovare un’armonia in sé e con il mondo circostante.

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VEDI LA SEGUENTE PRESENTAZIONE
HTTPS://PREZI.COM/NI4DP5LD6Q8U/TOCAR-Y-LUCHAR/

qui di seguito la trascrizione testuale.

Trascrizione di TOCAR Y LUCHAR
L'Universo
di El Sistema
Una delle più importanti
rivoluzioni culturali
di tutti i tempi
attraverso l’arte

A una nuova didattica del far musica
è legata la funzione salvifica della musica

con l'attenzione per gli ultimi.
Con El Sistema centinaia di ragazzi venezuelani hanno potuto lasciarsi alle spalle
una vita di stenti nel pericoloso ambiente del
barrio e possono realizzarsi tramite la musica

Definizione ufficiale:
è un’opera sociale dello Stato venezuelano finalizzata
al riscatto pedagogico, occupazionale ed etico dell’infanzia e della gioventù,
attraverso l’insegnamento e la pratica collettiva della musica
[…] finalizzata al riscatto dei gruppi più vulnerabili, sia per età che per situazione socio-economica
.

EL SISTEMA OGGI

El Sistema ha varcato i confini venezuelani: più di trenta Stati hanno adottato il messaggio di Abreu

la sua fama è ormai mondiale: cinque serate alla Scala per Expo

supportato da artisi di fama internazionale: Pavarotti, Sir Rattle, Sinopoli, Baremboim, Abbado

Claudio Abbado:
Abreu è riuscito a far vivere nel nostro tempo un nuovo umanesimo
(in quanto) ha riportato l’arte al centro del pensiero dello stato, nel quale ora il vivere civile è incentrato sull’educazione alla cultura e alla bellezza(…) attraverso la musica, l’uomo di oggi si ritrova nuovamente cittadino , riscoprendo così la sua dimensione politica.

1975-2015:
40 anni di El Sistema
TOCAR Y LUCHAR
SUONARE E LOTTARE
LA MUSICA COME RISCATTO ATTRAVERSO LA
GENIALITA' DI
EL SISTEMA ABREU

Federico De-Ponti - 5A - Liceo Classico S.Weil

L'Universo di El Sistema: El Sistema oggi,
nascita di El Sistema,
la vocazione sociale,
rapporto con la politica,
articolazione e progetti educativi

Modelli ispiratori

Principi pedagogici

Didattica: cooperative learning,
learning by doing

El Sistema in Italia
INDICE
Modelli, principi
pedagogici e didattica
El Sistema
in Italia
STUDIARE LA MUSICA
IN VENEZUELA PRIMA DI EL SISTEMA
Prima di El Sistema: ambiente musicale venezuelano
rigido ed elitario era facile accedere ai Conservatori in quanto pubblici e non richiedevano tasse dispendiose
erano invece quasi inesistenti le prospettive future di carriera: impossibile entrare a far parte della Sinfonica del Venezuela, composta essenzialmente da stranieri

Non abbiamo posti liberi, però se ci lasci il tuo numero di telefono e qualcuno muore o va in pensione ti chiameremo

NASCITA DI EL SISTEMA: INCIPIT DI UN MIRACOLO
El Sistema nasce nel 1975 ad opera di Josè Antonio Abreu
in risposta all’esigenza di rinnovare il panorama musicale venezuelano

I primi ad aderire al Sitema furono gli studenti appena usciti dal conservatorio
che non avevano trovato alcuna possibilità di realizzarsi nella carriera musicale

Atto di Nascita di El Sistema:
raduno nel parcheggio sotterraneo di Prados Del Este
a Caracas di giovani orchestrali dei tre conservatori della capitale.

Constatata l'impossibilità di provare nel parcheggio, Abreu propose di vedersi il giorno dopo presso un’aula del Conservatorio Landaeta.

L’esiguo numero di studenti deluse inizialmente Abreu a tal punto da pensare di abbandonare l’idea, quando improvvisamente fece capolino dalla porta con il suo violino
un undicenne dagli occhi raggianti e ansioso di incominciare.
Abreu vide questo ragazzo come
un segno della validità del progetto e decise di continuare.
Progressivo crescere di adesioni tramite il passaparola degli studenti
gli allievi erano stregati dal magnetismo e dal carisma di Abreu

EL SISTEMA SI FA STRADA
Reazione nel mondo musicale: il suo entusiasmo fu preso per pazzia e il progetto fu visto con grande sospetto

Reazione nel mondo politico: la proposta di stanziare a favore di El Sistema 100 mln di bolìvares fu ridotta a 5 mln

Noi stiamo facendo la storia:
siamo i pionieri della più grande impresa musicale e sociale del paese
e forse potremo esportarla in tutto il mondo. Sarà tutto molto difficile, non abbiamo soldi, non abbiamo niente.
L’inizio di tutto è difficile. Però avevo fede in Dio, nel potenziale dei bambini e nella musica come fonte infinita di felicità e di luce.
Non ho mai pensato di fallire. Dal primo giorno sentivo che stavo facendo qualcosa di grande.
LA FONDAZIONE SIMON BOLìVAR
1975: costituzione dell'Orchestra Nazionale Giovanile del Venezuela
Juan Josè Landaeta, poi divenuta Sinfonica della Gioventù venezuelana
Simon Bolìvar

Costituzione dei primi NUCLEI ( scuole di musica su tutto il territorio venezuelano)
Partecipazione all’
International Festival
of Youth Orchestras
ad Aberdeen e Londra
nel 1976
Creazione della
Fondazione di Stato per il Sistema Nazionale di Orchestre giovanili
e pre-infantili del Venezuela
(Fesnojiv), poi divenuta
Fondazione Simon Bolivar.

Inizio di una rete fittissima di concerti e tournée all’estero

LA VOCAZIONE SOCIALE DI
EL SISTEMA
Presto il metodo Abreu fu rivolto
ai ragazzi abitanti nei
quartieri degradati attorno alla metropoli di Caracas, i
barrios
, per permettere loro di trovare un’alternativa al mondo della criminalità organizzata

L’istruzione per poveri non deve essere un’istruzione povera
(J. A. Abreu)

Campagna di promozione
di El Sistema presso le scuole
nei quartieri periferici e degradati

Vengono illustrate le particolarità e
fatto ascoltare il timbro di ciascuno
strumento

Cambiamento nell’estrazione sociale degli iscritti
CONVINCERE DELLA
VALIDITA' DEL PROGETTO
Ogni nucleo
assegna uno strumento gratuitmente
e conferisce un
piccolo stipendio
, per impedire che la famiglia decida di ritirare il ragazzo

precise istruzioni date alla famiglia :
un incaricato illustra il progetto nella sua totalità
si offre come referente nel seguire il percorso scolastico del ragazzo, ( comunicatore tra la scuola e la famiglia),
consiglia come spronare il ragazzo nello studio

Non solo supervisione scolastica, ma un
atteggiamento di cura omnicomprensivo
dell’alunno; se necessario:
vengono fornite razioni alimentari
cure mediche
sostegno psicologico
semplice confidenza da parte degli insegnanti. fondamentale nel caso di
famiglie disfunzionali e di
maltrattamenti
ORGANIZZAZIONE DEI NUCLEI

Riscontrata
grande abilità
in questi ragazzi che vivono in condizioni disagiate :

Primo concerto nel giro di due settimane, “magari suonando solo con due dita. La tecnica sarebbe venuta poi[…] Ciò che contava realmente è l’aver spalancato di fronte a loro le porte di certe strade che credevano a loro precluse per sempre"

Scegliere El SIstema significa
chiudere definitivamente
con lo spaccio o peggio l’utilizzo di stupefacenti
, per molti
una realtà passata

I PRIMI RISULTATI
La musica richiede applicazione,dunque o ti droghi o suoni
(R.Roman)
I ragazzi più poveri sono allievi più facili, più ricettivi dei ragazzi benestanti
, perché sono consapevoli dell’avvenire che può essere regalato loro tramite la musica
Dal 1976 attenzione anche per le
popolazioni indigene
Reazione
dei ragazzi e delle famiglie è
estremamente positiva

I ragazzi della Simon Bolivar
divengono
veri e propri exempla
da imitare e la venerazione di cui godono
da partdei bambini dei quartieri poveri li porta a spronare altri a seguire le proprie orme:
Un bambino che suona o che canta
diventa nella sua comunità un eroe, un simbolo: chi lo circonda assiste alla sua trasformazione, si identifica con lui.Questo amplifica il messaggio del Sistema: è come un vortice, che inevitabilmente attrae
(G. Dudamel)

Sia gli allievi che hanno intrapreso una carriera musicale sia chi si dedicato ad altro ha tratto grande beneficio da questa esperienza
Nessuno dei grandi nomi provenienti dal Sistema è stato viziato dal successo: sono anzi ben consapevoli delle proprie origini
volontà di riscattarsi dovuta alla particolare mentalità venezuelana, basata sul ricercare un obiettivo che attribuisca un senso alla propria vita
impronta indelebile
IL VORTICE VIRTUOSO
EL SISTEMA E LA POLITICA

Contributo significativo dello Stato -circa il 95% del budget totale
Grazie alla sua abilità di politico e manager, Abreu ha ottenuto ben 29 milioni di dollari l'anno
E' inevitabile rilevare il sostegno economico statale massiccio della presidenza di presidenza di Hugo Chàvez

Abreu ha sfruttato la necessarietà del suo progetto per farlo sviluppare fino alle dimensioni odierne,
legandosi così indissolubilmente alla politica governativa
.
Chàvez necessitava di servirsi di El Sistema per dare un’aria di rispettabilità ad un paese in cui stava mettendo in atto la sua politica, detta Chàvismo

Abreu stesso non ama parlare di politica:
l’essere filogovernativi in pubblico è d’obbligo
L’organizzazione centrale, la sede musicale della fondazione e perno dell’intero impianto organizzativo dei vari nuclei.
Questo edificio, costruito nel 2009 ad hoc per le attività di El Sistema, consta di 14mila metri quadrati su 10 piani che ospitano
- sale prova,
-biblioteche,
-spazi per la musicoterapia,
-sale insegnanti e
- laboratori per la fabbricazione di strumenti
L’80% dello spazio è occupato da oltre 80 sale prova e da un teatro,
Delle centinaia di gruppi da camera e di orchestre sinfoniche giovanili e adulte disseminate in tutto il Venezuela ecco le più significative:

• Fiore d’occhiello del Sistema è l’Orchestra sinfonica della gioventù venezuelana Simon Bolivar, suddivisa in due tronconi, l’orchestra A, diretta da Alfredo Rugeles e l’Orchestra B, diretta dal grande Gustavo Dudamel, pupillo di Abreu e personalità più famosa a causa della sua genialità estroversa nella direzione.
Dal 2002 El Sistema si concentra anche sul canto attraverso la figura di Lourdes Sanchez.
Ogni nucleo ha uno o più cori, per un totale di circa 100mila bambini e mille adulti,
generi eseguiti: brani a cappella, brani rinascimentali e di autori contemporanei, tra cui lo stesso Abreu.

L'Accademia di Canto
Le Accademie latinoamericane, che formano studenti di archi e dei principali legni e ottoni
Il Conservatorio Simon Bolivar, che offre una panoramica conoscenza di musica classica, rock, jazz e latino caraibica
L’Istituto di educazione musicale
Sbocchi professionali: membri dell' orchestra o insegnanti della fondazione.
IL CENTRO
DI AZIONE SOCIALE
I GRUPPI ORCHESTRALI PRINCIPALI
Dudamel con la Simon Bolìvar
Gustavo Dudamel
Diego Matheuz
•Orchestra giovanile Teresa Carreno, diretta da Christian Vasquez

• Orchestra sinfonica giovanile di Caracas, dretta da Dietrich Paredes, che esegue musica sinfonica e da camera, latina e venezuelana

I GRUPPI CORALI
Per essere un buon insegnante occorrono preparazione, disciplina e assoluta collaborazione e fiducia con il direttore d’orchestra
(L. Sànchez)
Lourdes Sànchez con uno dei cori di El Sistema
PER DIVENTARE PROFESSIONISTI
Fondato nel 2007 in collaborazione con il Ministero del potere popolare per le relazioni interne e la giustizia
Obiettivo: rieducazione carceraria tramite la musica per avviare una nuova vita al di fuori della prigione
Il programma interessa il 10% dei detenuti delle carceri in cui è presente e accetta ogni tipologia di detenuto eccetto coloro che hanno compiuto aggressioni al personale carcerario
Maggiormente incentrato sull’insegnamento della musica popolare più che su quella classica

IL PROGRAMMA
ACCADEMICO PENITENZIARIO

Entrò in un circolo vizioso : detenzione, evasione, contatto con la droga, detenzione, percosse in carcere il suo destino sembra già segnato.

Lennar però si trova in un carcere in cui è partito un progetto pilota di orchestre giovanili
Lennar mette le mani su di un clarinetto per la prima volta, non sapendo nemmeno cosa sia. ma quello che importa è che incominci a suonare, che a 17 anni esca dall’istituto carcerario e incominci una nuova vita.
Bivio:
continuare la vita di sempre in un disastroso precario equilibrio o affrontare l’ignoto e intraprendere la nuova strada della musica?
Una pistola o un clarinetto?
Lui ha scelto il clarinetto e oggi vive in Germania occupandosi di ebanisteria
Il programma penitenziario è una meraviglia, è ottimo per stimolare la riabilitazione e il reinserimento sociale, e dar via ad un percorso musicale che non si abbandonerà più una volta usciti dal carcere
(J.A. Abreu)
LA STORIA DI LENNAR ACOSTA :
una pistola o un clarinetto?
Fondato nel 1995 con l’obiettivo di includere anche bambini e ragazzi disabili

Oltre settecento bambini e giovani dai cinque ai trent’anni possono così imparare a leggere la musica anche in braille per soggetti ipovedenti, a riparare strumenti e ovviamente a suonare.

Il risultato è semplicemente eccezionale in quanto essi si sentono motivati e percepiscono in maniera positiva il ruolo che gli altri riconoscono loro

VICENDE PARADIGMATICHE :
Gustavo Dudamel afferma di essersi commosso assistendo alla direzione della Quinta di Beethoven da parte di una ragazza sorda

Ragazzina che aveva problemi alle mani talmente gravi da non riuscire a mangiare o a prendere in mano alcunché con precisione ma che dopo alcuni mesi è riuscita a suonare il clarinetto, sua grande passione da sempre

Risultato più sorprendente del Programma di Educazione speciale
Costituiti da ragazzi ciechi e sordomuti che, attraverso l’utilizzo di coreografie mimano e cantano brani
Accompagnati da un turbinio di colori dato dai guanti che indossano, con i quali
Danzano come farfalle sulle ali della musica
I sordomuti si concentrano sulla gestualità, mentre i ragazzi ciechi cantano aiutati da colleghi normodotati,
Si ottiene un risultato incantevole e avvalorato dalle maggiori difficoltà che questi giovani musicisti hanno incontrato rispetto ai loro colleghi.

IL PROGRAMMA DI EDUCAZIONE SPECIALE
TAMBIEN SOMOS VENEZUELA!
I CORI MANOS BLANCAS
Naybeth Garcìa mentre dirige un coro Manos Blancas
El Sistema è un prodotto assolutamente originale derivante
dalla mente vulcanica di Abreu: El Sistema è Abreu e Abreu è El Sistema

Ispirazione: tratta dal
movimento Fede e Allegria
, fondato da
Padre José Maria Velàz
e
finalizzato all’educazione dell’essere umano nella sua totalità, occupandosi dunque
anche degli stomaci degli studenti se affamati, della loro salute spezzata,
dei loro cuori feriti dal rifiuto.

MODELLI ISPIRATORI
Abreu si è ispirato anche a
Vivaldi
quando insegnava alle allieve del
Pio Ospedale della Pietà di Venezia
con l’obiettivo di affrancarle dalla miseria

Un popolo ignorante è un popolo dominato, vulnerabile, oppresso.
Un popolo istruito è libero, trasformato, capace di controllare il proprio destino
L’istruzione per poveri non deve essere un’istruzione povera
Principio del “Nessuno escluso”
, per realizzare il quale Abreu ha fatto in modo che:
• mai un bambino dovesse aspettare di crescere prima di diventare musicista
• mai un musicista venezuelano dovesse sentirsi da meno nei confronti dei colleghi stranieri
• mai a nessuno venisse rifiutata l’assegnazione di un posto in orchestra per mancanza di posti disponibili, poiché le orchestre cresceranno esponenzialmente
• mai nessun musicista volenteroso di far carriera rimanesse dilettante per l’impossibilità di accedere a sbocchi professionali

PRINCIPI PEDAGOGICI

• Rendere la
pratica musicale
un’
attività giornaliera e stimolante

Creare vari ensemble musicali
in tutte le regioni venezuelane,
• Concepire la
musica
come uno
strumento fondamentale per la necessaria formazione umanistica dell’intera popolazione
, il che permette la condivisione dei valori fondamentali della convivenza civile

Evitare la divisione tra musica classica e folklore

Rafforzare l’identità nazionale
attraverso la pratica della musica popolare venezuelana

Favorire
qualunque individuo volesse intraprendere
una carriera nella musica
a qualunque
livello
LA RIFORMA DELL'EDUCAZIONE
MUSICALE
democratizzazione
della cultura in sostituzione di una élitarizzazione o di una proletarizzazione.
Inversione di tendenza
nell’idea del “far musica”
musica non più possesso esclusivo di un’élite ma vero e proprio
diritto sociale
del popolo venezuelano.
il rispetto degli altri e l’ascolto reciproco.

Crescita individuale all’interno di un fecondo ambito di gruppo,
acquisire capacità favorevoli al lavoro collettivo, alla leadership costruttiva, ma soprattutto il valore del contributo individuale per il raggiungimento dello scopo collettivo.
Autore ignoto, La Città ideale, tempera su tavola, 67,5x239,5 cm, 1480 circa, Galleria Nazionale delle Marche a Urbino
L'orchestra metafora
della città ideale
Realizzazione del sogno rinascimentale della città ideale
Ognuno ha un ruolo che si confà con la sua personalità
Vengono fatti propri i valori tipici della vita comunitaria

Rifiuto
dei metodi didattici tradizionali derivanti dalla
“lezione frontale”

Rifiutato il metodo competitivo
, che porta all’identificazione del migliore e che fa sorgere litigi e rivalità all’interno del gruppo classe

Rifiutato il metodo individualistico
, che enfatizza il lavoro di ciascuno studente senza considerare gli altri, ponendolo in una condizione di assenza di interdipendenza

Nuova strada per la didattica,
il Cooperative Learning
, una risposta diversa alle tradizionali forma di apprendimento, in cui le relazioni tra i membri sono di tipo parassitario
DIDATTICA
Il Cooperative Learning
E' possibile:
• ottenere un
miglioramento dei rapporti
interpersonali
tra gli studenti

• ottenere il riconoscimento di
ciascuno quale persona competente

evitare che i ragazzi divengano autoreferenziali
• ottenere il
successo di tutti quanti
gli studenti del gruppo
• operare una
ridefinizione dei rapporti
docente-discente
Fondato dal maestro
Schinichi Suzuki
dapprima per lo studio del violino

E' basato sull’
imitazione
, ritenuta lo
strumento conoscitivo privilegiato
dall’essere umano
fin dall'infanzia

metodo della “
madre lingua
”: come un bambino impara a parlare imitando i suoni emessi dai genitori e attribuendo loro un significato, così è possibile per lui imparare a suonare tramite l’ascolto di un brano o di una melodia e la sua ripetizione.

Dedicato ai bambini dai tre ai quattordici anni,

Obiettivo:
formare in maniera globale
il bambino.

IL METODO SUZUKI
Le corde non hanno anima, vivono attraverso quella di chi le fa vibrare
Non c'è un bambino senza talento,tutto dipende dall'educazione
ALTRI PRINCIPI DIDATTICI

• la
complementarietà tra pratica solista e collettiva

• il metodo
learning by doing
, che fa derivare la teoria dall’esecuzione:

"
Tutti abbiamo imparato il pentagramma suonando
"

Punto di forza: è l’idea intrigante di entrare a
far
parte da subito di un’orchestra

•la possibilità di
imparare i trucchi del mestiere
grazie a seminari tenuti da
personalità musicali di fama mondiale

Claudio Abbado
Sir Simon Rattle
Personalità coinvolte
nella diffusione di El Sistema in Italia:

Roberto Grossi,
oggi presidente del Sistema delle orchestre e dei Cori giovanili in Italia OnluS

Dinko Fabris
, docente di storia della musica
presso il Conservatorio di Bari,
che assistette ad un concerto nel 2005
in cui fu ospitata la Simon Bolivar.

altro fautore della trasposizione in Italia del Sistema
fu il grande
Claudio Abbado
,
dopo essere entrato in contatto con il maestro Abreu

EL SISTEMA IN ITALIA
Coinvolgimento della
Scuola di Musica di Fiesole
.

Creata la Onlus “
Sistema delle orchestre e dei cori giovanili in Italia Onlus
”, con Grossi presidente e sostenuta da Federculture e dall’Alto Patrocinato della Presidenza della Repubblica.
• In quanto, nonostante la tradizione culturale e musicale, nel nostro paese
è stato
marginalizzato il valore della cultura

• Poiché in Italia è in aumento una
povertà di ideali
che rende necessario
ritrovare il proprio equilibrio attraverso la musica

• In quanto
i ragazzi stanno divenendo sempre più autoreferenziali
• Poiché El Sistema veicola una
nuova idea del FAR MUSICA
legata ad una profonda vocazione sociale
da contrapporre all’eccessivo professionismo dei dipolmati in conservatorio.
PERCHE' UN SISTEMA ITALIANO?
Convegno svoltosi a Foggia sulle realtà del Sistema Italia
Circa quaranta nuclei organizzati su base regionale

Accolgono bambini dai quattro ai diciotto anni, in particolare
coloro che vivono in situazioni di disagio e precarietà economica.

ORGANIZZAZIONE
DEL SISTEMA ITALIANO
I criteri utilizzati per acccettare nuovo nucleo:

• la gratuità dei corsi per gli allievi

• l’organizzare le lezionimin misura maggiore di una volta a settimana

• l’avere accesso ad un finanziamento stabile per almeno un anno

Il problema di reperire i finanziamenti è l’ostacolo più grande allo sviluppo del Sistema italiano difficoltà a convincere i privati

la mancanza in Venezuela di una cultura radicata ha fatto sì che si potesse sviluppare un’organizzazione centralizzata e unica, fenomeno pressoché impossibile nel nostro paese.

associazioni private
scuole di musica
musicisti affascinati dal sistema venezuelano
professionistiinteressati
ad una didattica alternativa
Realtà multiforme
-modalità ed obiettivi diversi
-differenti sono i soggetti che li hanno istituiti

L'eterogeneità
La diffusione
Embrionalità del Sistema italiano
I criteri
mancato sostegno economico statale
El Sistema venezuelano è l’unico
Sistema strutturato

El Sistema a Milano presenta tre nuclei :
Associazione
Insieme con la musica

Associazione
L’albero della musica

Associazione
DeMusica Onlus

Notevole sostegno da parte di enti pubblici quali il Teatro Dal Verme, il
Conservatorio di Milano e addirittura l’Accademia del Teatro alla Scala

E' stato più facile reperire fondi pubblici e privati grazie al supporto di queste realtà musicali
El Sistema venezuelano risulta invece un meccanismo perfetto:

poichè è un’esperienza di quarant’anni

grazie all’enorme contributo statale

poiché è il contrario di quello che vuol far crederedi essere:
la musica non è ritenuta affatto un gioco, i ragazzi vanno a lezione ogni giorno con docenti severi, consapevoli del fatto che El Sistema è l’unico modo per sottrarre i ragazzi dalla strada.

EL SISTEMA A MILANO
I Monzino, dopo aver conosciuto Abreu ed essere stati affascinati dall’energia manifestata dalla Simon Bolivar hanno voluto avviare una collaborazione ed estendere questo modello di didattica musicale anche nel nostro paese.

L'ORCHESTRA PEPITA
La fondazione Monzino collabora con l’orchestra giovanile Pepit,
fondata da Andrea Pirera, presidente dell’associazione De Musica
.

Costituita da circa 90 elementi

Agisce in particolare nelle zone di Quarto Oggiaro

Difficoltà a radicarsi a causa dell’eccessiva indifferenzadi ragazzi lasciati a loro stessi e adulti prima del tempo
Si rivolge anche ad allievi che si trovano in uno stadio di spaesamento piuttosto che di vera e propria povertà materiale:

Progetto tenuto in una scuola materna in zona Montenapoleone frequentata da bambini stranieri figli dei domestici delle grandi famiglie di quell’area: hanno bisogno di trovare la loro strada, non di certo di sostegno economico
Giannola Nonino aveva sentito parlare di El Sistema da Abbado e aveva pertanto deciso di assegnare ad Abreu il premio Nonino 2010: assegnazione del premio Nonino al Coro Manos Blancas
Il premio fu ritirato Johnny Gomez e Naybeth Garcìa, grazie a cui Nonino riuscì a istituire il primo coro manos blancas italiano
.
IL CORO MANOS BLANCAS
DEL FRIULI
La famiglia Nonino ha preso a cuore questo progetto dimostrando ai genitori dei ragazzi iscritti e alla collettività che non esiste un’insormontabile differenza tra i loro figli e i ragazzi normodotati.
Circa una quarantina di bambini guidati da insegnanti specializzati
Obiettivo: estendere questo miracolo anche a tutte le altre regioni italiane

Il Coro Manos Blancas de Friuli nasce grazie all’intuizione dell’amministratore delegato di un’azienda produttrice di grappe. I
riconoscimenti ottenuti in ambito nazionale e internazionale sono stati grandiosi

ATTUALMENTE EL SISTEMA Composizione attuale:
500 orchestre infantili
(fino a 16 anni),
180 orchestre giovanili
(da 16 a 22 anni),
30 orchestre professioniste
, 1600 gruppi corali
, 20 laboratori di liuteria
e 15mila docenti
Abreu propone una rinascita attraverso la musica, assieme alla possibilità di vedere realizzati ragazzi in una società che li ha sempre emarginati.

ARTICOLAZIONE DI EL SISTEMA

-Centro d'Azione Sociale per la musica
-Orchestre principali
-Gruppi corali
-Per diventare professionisti
-Programma accademico penitenziario (vicenda di Lennar Acosta)
-Programma di educazione speciale (cori Manos Blancas)
Storia paradigmatica di quanto la motivazione stessa è in grado da sola di porre le fondamenta per la soluzione di un problema.

METODO TRADIZIONALE
Sceglie bambini con talento

Inizia all’età di 9-10 anni

No coinvolgimento della famiglia

Strumenti con dimensionistandard

Prima si suona e poi forse si ascolta

Prima si legge e poi si suona

Ciascun insegnante tiene segreto il suo metodo

rilievo alla tecnica

L’obiettivo è l’istruzione musicale

Accento sui risultati

Sviluppa il talento in ogni bambino

Inizia dai 3-4 anni

Al centro del metodo c’è la famiglia

Strumenti proporzionati al corpo del bambino

Prima si ascolta e poi si suona

Prima si suona e poi si legge

Condividono i risultati del loro lavoro

La tecnica e gli esercizi vengono posticipati

Obiettivo: Educazione globale

Accento su come si ottengono i risultati

METODO ABREU
Ogni bambino può essere ‘salvato’ tramite la musica, non è questione di talento

Inizia dai 3 anni ai 18 anni

Fornisce agli allievi una ‘nuova famiglia’ attraverso la socializzazione

Srtrumenti della tradizione popolare e colta a misura di bambino

Prima l’orchestra e poi la teoria

Prima si suona e poi si legge

Gli insegnanti sono gli stessi allievi divenuti grandi che aiutano i più piccoli

Tecnica successiva alla pratica in orchestra

Evitare l'emarginazione culturale e sociale

Accento sul valore della musica come riscatto sociale: il risultato è conseguente

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