Addomesticamento dei media

Thomas Berker, Maren Hartmann, Yves Punie e Katie Wards (eds.), Domestication of Media and Technology, Maidenhead, Open University Press, 2006, 254 pp.
Recensito da Paolo Magaudda su "Rivista di Sociologia", n. 1/2007, Il Mulino Bologna.
Nella prima metà degli anni '90 del secolo scorso i media studies britannici hanno elaborato il concetto di addomesticamento per descrivere il processo di appropriazione e incorporazione delle tecnologie mediali nei contesti familiari. Il frame interpretativo studia il rapporto fra media, tecnologie e vita quotidiana. L'inizio di questo approccio è considerato il libro del 1992 di Roger Silvestron e Steve Hirch, Consuming Technologies. Uno degli assunti di base della teoria dell'addomesticamento è che fra tecnologie e attori sociali abbia luogo un mutuo adattamento, alla ricerca di un equilibrio. Quindi succede che nel corso dell'appropriazione delle tecnologie, queste si trasformino adattandosi al contesto socio-culturale in cui abitano, per altro verso le culture e le pratiche familiari si modificano in relazione ai vincoli e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie. Attorno ai media si disegna una economia morale dell'uità familiare. Internet per esempio ha modificato gli spazi della casa contemporanea, dentro/fuori, privato/pubblico non sono più definiti dalle pratiche di una volta. La presenza in casa di telefonini, computer, tv digitale hanno modificato la stessa capacità degli universi familiari di proporsi come cardine attorno a cui si costituiscono i processi sociali di incorporazione delle tecnologie: l'appropriazione delle tecnologie oggi è sempre più individuale.

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