Didattica Reticolare

La didattica reticolare parte dal presupposto che ogni situazione formativa è a sé. A causa della natura reticolare del sapere non è necessario trasmetterlo in forma organizzata gerarchicamente. L'esperienza è tanto importante quanto il concetto, la riflessione parte dal tentativo di organizzare le percezioni corporee. Presuppone la natura sociale del conoscere.
Secondo i principi della didattica reticolare, ragazzi ricevono in parallelo numerose informazioni, per lo più trasmesse attraverso il “fare”, ed hanno la possibilità di elaborarle individualmente e attraverso il confronto tra pari. In tal modo l’interesse e la motivazione all’apprendimento è continuamente alimentato attraverso attività che stimolano l’iniziativa e la soluzione originale dei problemi, l’interazione e la competizione positiva con i compagni.
L’approfondimento delle tecniche strumentali si inserisce all’interno del sistema didattico integrando conoscenze e competenze specifiche, necessarie per guidare i piccoli musicisti verso una sempre maggiore consapevolezza e padronanza tecnica. Tuttavia, rispetto alla tradizionale lezione individuale, l’approfondimento delle tecniche strumentali si differenzia per alcune modalità, prima fra tutte quella di svolgersi attraverso incontri collettivi (ai quali partecipano tutti i bambini che suonano in sezione lo stesso strumento). L’approccio all’insegnamento idnirizza l’interesse del ragazzi su diversi fronti che viaggiano in parallelo senza seguire un percorso lineare-sequenziale e si prefigge l’obiettivo di sollecitare il bambino ad un uso creativo dei mezzi tecnici allo scopo di sviluppare una maggiore capacità espressiva e comunicativa. Riteniamo necessario infatti rendere accessibile il significato musicale che è possibile ottenere attraverso l’esercizio tecnico: la tecnica deve essere un mezzo e non un fine. E’ fondamentale che i ragazzi possano fruire immediatamente dei pochi elementi tecnici che conoscono per sperimentare la musica nella sua complessità.
I risultati osservati attraverso l’esperienza didattica sperimentale suggeriscono la validità di questo approccio, efficace in particolare sul fattore motivazionale che stimola nei bambini una crescente curiosità e voglia di apprendere. Alla luce di queste riflessioni, è possibile individuare alcuni elementi cardine che possano descrivere lo svolgersi della lezione tipo e, al tempo stesso, guidare l’agire dell’insegnante:
•Stimolare in parallelo e sin dal primo momento l’interesse del ragazzo su diversi fronti: la lettura e l’interpretazione dello spartito, l’ascolto e l’ear training, l’improvvisazione estemporanea, la composizione creativa. Siamo infatti troppo spesso concentrati sull’insegnamento delle tecniche utili alla lettura e all’interpretazione dello spartito e poco interessati a sviluppare la musicalità e la creatività, convinti che sia un “passo successivo” rispetto all’acquisizione delle competenze tecniche.
•Cogliere tutti i vantaggi insiti nelle dinamiche di gruppo: la competizione positiva, il confronto tra pari e la socializzazione. Ogni nuovo elemento tecnico può essere proposto nei termini di una nuova sfida da affrontare. In gruppo è possibile trasformare ogni attività in un gioco in cui ciascuno mette alla prova la propria destrezza e abilità strumentale, e ciò rappresenta un fattore motivante all’apprendimento.

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