Estetica Del Sentire

Giuseppe Patella, Estetica come filosofia dell’arte o teoria del sentire?, “Estetica news”, n. 23/24, p. 4.

Si tratta della recensione del testo: Dabney Townsend, An Introduction to Aesthetics, Oxford, Blackwell, 1997, pp. 284.

E’ un libro che rivolgendosi ad un pubblico colto ma non specialista cerca di chiarire le principali questioni dell’estetica.
L’origine e il significato del termine. “Estetica” comincia a circolare intorno al XVIII secolo e viene impegato per descrivere l’intera area del sentimento oppost al dominio della ragione. Risponde al tentativo di offrire un valore positivo al ruolo giocato dai sentimenti e dalle emozione nella vita degli uomini. Man mano che le belle arti nello stesso periodo iniziano ad occupare un ruolo di primo piano nella società e nella cultura, il termine estetica viene riferito alle emozioni presenti nell’esperienza artistica.
Oggi noi intendiamo per estetica il corpus delle osservazioni che riguardano l’arte, i sentimenti e le idee che l’arte produce e le interpretazioni che l’arte sollecita. L’estetica dipende dai fatti tratti dalla storia dell’arte, dalle osservazioni sulla percezione e su come noi conosciamo attraverso i sensi, dalle riflessioni sul linguaggio che usiamo per parlare dell’arte, dalle reazioni di fronte ad essa. L’estetica differisce sia dalla storia dell’arte che dalla critica. Storia dell’arte e critica forniscono all’estetica dei dati, ma l’estetica ha il compito di comprendere i dati e di inserirli nell’ambito di una teoria complessiva che li esplichi.
Tre sono secondo Townsend sono le teorie estetiche più importanti che nel campo dell’estetica si sono confrontate.
Prima: “estetica della partecipazione”, che si raccoglie intorno al termine teoretico di bellezza. Il fine estetico utimo è partecipare, prendere parte, essere uniti a ciò che è bello.
Seconda: “teoria dell’esperienza estetica”. L’estetica è caratterizzata da un unico tipo di esperienza, avvertita direttamente. Il termine teoretico principale di questa teoria è quello di espressione.
Terza: riguarda l’immaginazione, intesa come capacitù creativa della mente di progettare e di formare nuovi oggetti, attività gioiosa capace di portare alla luce cose che prima non esistevano e non potrebbero altrimenti esistere senza l’intervento dell’artista.
Una ulteriore teoria oggi comincia a delinearsi. Questa teoria sostiene che arte è ciò che il complesso mondo dell’arte afferma essere volta a volta arte. Determinanti sono coloro i quali sono coinvolti a qualsiasi titoli, sostengono e promuovono le arti in quanto forme culturali. Quest teoria è in grado di spiegare la mutevolezza e la varietà delle forme storiche dell’arte, nonché di offrire un’alternativa valida alle teorie basate sull’individualità delle percezioni estetiche.
Va tuttavia sottolineato - sostiene Patella - che forse oggi la estetica come filosofia dell’arte appare ormai inadeguata, perché non pare accorgersi del fatto che l’estetica del Novecento si è estesa ben al di là dei suoi tradizionali confini, quelli dell’arte e della bellezza, investendo campi e steettori precedentemente lontani ed estranei. Oggi si impone una revisione di questa pratica culturale. “Per comprendere fenomeni inediti e insoliti delle pratiche artistiche culturali contemporanee, come ad esempio al body art o il piercing, il trash o il pulp, oppure anche il multiforme fenomeno della new age, possiamo far valere ancora le tradizionali categorie estetiche di giudizio o di gusto, di espressione o di sentimento?”
La risposta offerta da Patella a questa domanda è che oggi per capire qualcosa di arte bisogna ben riflettere sugli stati psicopatologici e le estasi mistiche, le tossicomanie e le perversioni, gli handicap e le minorazioni, le culture primitive e altre, perché da tutti questi ambiti oggi le arti, la letteratura e la musica si fanno ispirare. “Il sentire perturbante e straniante che giunge dal nostro presente si è fatto ormai troppo estraneo, troppo differente per essere compreso da una mera filosofia dell’arte o dalla quieta armonia dell’anima bella estetica”.

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