Lapassade E Il Rap

DA RISCRIVERE

Rap, il futuro del dire di Lapassade

„Il libro è un percorso nel rap e nel'hip hop, la musica nata a cavallo degli anni '80 nei ghetti americani e che oggi spopola su Mtv e nei lettori MP3 delle nuove generazioni. Qualcosa in più di un semplice stile musicale, questa moderna "poesia orale" ha creato intorno a sé un vero e proprio movimento fatto di usi e costumi. Un sistema internazionale che attraverso le rime dei suoi interpreti parla ad un pubblico sempre più vasto. Nella ricerca si indaga l'hip hop dalle origini sommerse e circoscritte, fino all'attuale fenomeno di massa.

"Il rap è impellenza, necessità, bisogno", sottolinea Pierfrancesco Pacoda nell'introduzione al volume. "E' una furia, appunto, un flusso inarrestabile che unisce la strada e il consumo, l'underground ed i piani alti delle strategie del marketing. Dimostrando che la collisione è possibile, che il microfono 'offerto a tutti' significa democrazia del sapere, vuol dire far tornare la musica d esser strumento di condivisione, relazione, incontro. E, soprattutto, il rap ha avuto il merito, inarrivabile, di aver riportato le necessità (ed i piaceri) della politica negli orizzonti delle culture giovanili. Come avrebbero detto gli Area, la più sperimentale rock avant garde band italiana, 'Gioia e Rivoluzione'. […] Il rap ha ribaltato, per sempre, il rapporto tra centro e periferia, portando sulla mappa del nomadismo 'culturale' luoghi dimenticati, lontani, è una esperienza 'geografica' senza precedenti. Perché ha costretto a ridisegnare tracce, rotte, sentieri, permettendo per la prima volta ad una generazione di 'provare' l'emozione, sino ad allora solo romantica, letteraria, di una avventura 'ai margini', nel cuore tribale delle metropoli, dove l'Africa, rigogliosa, arcaica dialogava con il 'mondo civilizzato'. L'hip hop è stato (è) quindi anche un sentire 'esotico' che si materializza tra le quattro pareti della nostra stanza. Una 'bedroom experience' che riusciva a fare della complessità etnica, della miscela delle razze, un fatto starordinariamente edonistico. Tutto questo ha raccontato, per primo, George Lapassade in un libro manifesto della cultura hip hop, rappresentata non solo con la sua irresistibile forza creativa, ma anche con le sue caratteristiche di linguaggio, non un genere, ma strumento di comunicazione da declinare oltre le latitudini. E la sua 'Furia del Dire' ha la capacità di sintetizzare, in una frase, tutto lo spirito di un suono che come lui raccontava, fa delle comunità locali il centro assoluto del mondo, un ritorno alla base, alle piccole unità produttive, alla creativtà 'sotterranea, ai 'collettivi, agli spazi occupati, ai movimenti, all'autogestione che prefigura un modello di società orizzontale. Dove la democrazia, diffusa," conclude Pacoda "si propaga da mille microfroni della furia del dire".“

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Vedi l'intervista di cui al file allegato a LAPASSADE sul RAP http://netscrivere.wikidot.com/rap-il-furore-del-dire

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