Orff

Carl Orff (1895 - 1982) - Gli interessi pedagogici di Carl Orff possono essere fatti risalire al 1924, quando fondò, a Monaco, assieme alla moglie Dorothée Günther, la "Günther-schule", che, ispirata in qualche modo alle intuizioni di Emile Jaques Dalcroze e del suo istituto, fondato a Ginevra qualche anno prima, intendeva proporre un'educazione musicale fondata sul ritmo inteso come espressione dell'intero corpo. L'intenzione di Orff era riuscire a trovare il modo di far convergere educazione al movimento ed educazione alla musica. Dalcroze pensava alla educazione ritmica in termini di esplorazione delle capacità espressive e mimiche del corpo, propedeutica all'apprendimento vero e proprio della musica, Orff invece intende fare dell'educazione ritmica il pilastro irrinunciabile dell'educazione musicale. Non è un caso che Dalcroze aveva suscitato grande interesse negli ambiti della ginnastica ritmica e delle scuole di danza, mentre Orff sviluppa il suo metodo in senso squisitamente musicale, pervenendo ad uno strumentario che, pur fondato sugli strumenti a percussione integra strumenti melodici, pensato allo scopo di promuovere le abilità esecutive dei giovani allievi e abilitando il coordinamento collettivo delle azioni sonore. Valorizza inotlre l'improvvisazione musicale, che già troviamo in Dalcroze, sebbene questi la riferisca unicamente allo studio del pianoforte. Per Orff l'insegnamento della musica non può prescindere dalla continuità che esiste tra musica colta e musica popolare, non può non partire dall'esperienza del ritmo che ognuno di noi fa dentro i propri contesti di vita. Il docente, assumendo un postura induttiva, produce livelli via via crescenti di formalizzazione, riuscendo a valorizzare appieno la capacità intuitiva degli allievi.
Orff non ha lasciato alcuna riflessione sul suo metodo. Tuttavia si è dedicato alla stesura di un complesso eserciziario in 5 volumi (1). Quei principi pedagogico-didattici che Orff non mette per iscritto, sono delineati invece da Fritz Reusch e Wilhelm Keller (2). In Italia va segnalata l'opera di Giovanni Piazza (3), che ha suggerito una rivisitazione e aggiornamento del metodo. Vediamo allora di enucleare alcuni criteri-guida della didattica di Orff. La realizzazione di pattern ritmici è desunta da filastrocche infantili o popolari. L'esercizio linguistico precede l'esercizio ritmico o melogico. Dalle frasi parlate vengono ricavate semplici formule ritmiche, che poi diventano sequenze ritmico-melodiche. L'attenzione di Orff ai tratti prosodici del linguaggio, oltre che ritmici, diventa un viatico per il canto. Il recitato ritmico viene tradotto col battito delle mani e dei piedi, poi complicato interessando altri parti del corpo, infine trasferendolo sugli strumenti ritmici, può farsi addirittura canto. Ogni passaggio abilita l'improvvisazione, che è stimolato dalle caratteristiche specifiche dello strumento utilizzato (mani, piedi, corpo, strumenti). L'opzione di Orff è per un bambino produttore di musica, che esegue e compone, non semplicemente riproduce musica altrui.

Note

(1) Si tratta di Musik für Kinder, scritto assieme a Gunild Keetman. (C. Orff, Keetman, Musik für Kinder, voll. I-V, B. Schott's Söhne, Mainz 1950, 1952, 1953, 1954, 1954). Nei cinque volumi è raccolto l’intero corpus di composizioni prodotte a scopo didattico. Si trovano esercizi, brani, danze. Nei primi quattro libri gli strumenti a percussione e alamina sono impiegati a partire da una scansione ritmica desunta da un testo. Vengono utilizzati per realizzare disegni ritmici di base, canoni ritmici, improvvisazioni, nonché per accompagnare i canti. Nel quinto libro troviamo maggiore libertà creativa: vi sono brani per voci e strumenti, con l'intervento di un numero significativo di esecutori.

(2) Il contributo dei due alla formalizzazione del metodo Orff è contenuto in: W. Keller, F Reusch, Orff Schulwerk, Einführung in 'Musik für Kinder'" & "Grundlagen und Ziele des Orff-Schulwerks, Schott s Söhne, Mainz, 1954.

(3) Di Giovanni Piazza segnaliamo:
G. Piazza, Orff-Schulwerk-Musica per bambini, edizione italiana elaborata sulla base dell'opera didattica di Carl Orff e Gunild Keetman, Manuale, Suvini Zerboni, Milano 1979, pagg. 224.
-, Orff-Schulwerk-Musica per bambini, edizione italiana elaborata sulla base dell'opera didattica di Carl Orff e Gunild Keetman, Esercitazioni pratiche, Suvini Zerboni, Milano 1984, pagg. 227.
- (con S. Biagiola), Orff-Schulwerk-Musica per bambini, Canti folklorici italiani da 2 a 6 suoni, Suvini Zerboni, Milano 1991, pagg. 124.
-, Musica a scuola con lo strumentario Orff, 1° vol., Gli strumenti ritmici, Amadeus, Villafranca (VR) 1991, pagg. 145.
-, Musica a scuola con lo strumentario Orff, 2° vol., Gli strumenti a barre, Amadeus, Villafranca (VR) 1991, pagg. 121.

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