Schizofonia

Dal sito di Francesco Michi, compositore di Firenze, all'indirizzo internet: http://www.aefb.org/offerte/htm/schizo.htm

"SCHIZOFONIA è un termine coniato dal compositore canadese R. Murray Schafer in The New Soundscape in riferimento alla separazione fra un suono originale e la sua riproduzione elettroacustica. I suoni originali sono legati ai meccanismi che li producono, i suoni elettroacustici sono come copie e possono essere riprodotti in ogni tempo e spazio".

"Ogni suono, che accade in un ambiente risonante, ad esempio una qualunque stanza, si carica delle caratteristiche acustiche dell'ambiente stesso.
Nel famoso pezzo "I am sitting in a room", attraverso un semplice processo di diffusioni e registrazioni in sequenza, A. Lucier rende questo fenomeno non solo evidente, ma ne fa anche il protagonista di una operazione di grande valore estetico.
Il processo di Lucier è semplice: un suono - quello di una voce parlata, nella partitura originale - viene registrato. La diffusione di questo suono nella stanza viene ancora registrata e questa registrazione poi di nuovo diffusa e ancora registrata e così via. Durante ogni passaggio la frequenza di risonanza dell'ambiente (presente nello spettro composito del suono), verrà rafforzata ed alla fine ciò che udiremo sarà solo questa frequenza, articolata, modulata in qualche modo dalle caratteristiche ritmiche e dinamiche del suono originario. Il suono ha così fatto la sua esperienza dello spazio nel quale è stato diffuso e questa esperienza lo ha, come si dice, "cambiato": ad ogni passaggio abbiamo notato come, durante il processo, emerge quella che è la frequenza di risonanza dell'ambiente.

Michi si pone una domanda: "Quanto può viaggiare un suono? Quanto lontano può arrivare? E di che 'notizie' si carica durante il viaggio, cosa porta con sé, come fossero souvenir, dei luoghi che ha visitato?".
Pensa allora di sfruttare le potenzialità della rete: rende attraverso la rete disponibile un suono, chiede che lo si scarichi, lo si registri seguendo delle indicazioni, in maniera che assorba la risonanza del luogo in cui è fatto risuonare e che venga nuovamente reimmesso nella circuitazione della rete.
"Se il suono è disponibile nella rete, le sue possibilità di viaggio sono teoricamente illimitate: chiunque può "invitarlo" a visitare la sua stanza, il suo studio. La frequenza di risonanza della stanza sarà eccitata da una delle frequenze che compongono lo spettrro complesso dell'oboe [La proposta è quella di un do3 eseguito con un oboe]. Il suono, nel suo esserci, assume così l'esperienza del luogo nel momento stesso in cui narra di tutte le sue tappe precedenti. Nella terza Schizofonia, vorrei tentare di offrire ad un suono una memoria da viaggiatore. Vorrei vedere se un suono può mantenere il ricordo delle varie stanze nelle quali è stato ascoltato e degli strumenti coi quali è stato diffuso e registrato, e ancora se, dopo un lungo viaggio per il mondo, possa sintetizzare qualcosa come una sua esperienza globale del mondo, una fascia di frequenze di risonanza".

"Istruzioni:

Scaricare il file "schizo3_1.zip" e far suonare il file "Oboe.wav". Diffondere il suono nella stanza e registrarlo con un microfono ad aria (dunque non attraverso l'amplificatore dell'impianto, ma dalle casse). Digitalizzare quindi il suono registato con queste opzioni: mono, sample rate 22050, sample size 16 bit. Annotare in calce al testo i dati richiesti sull'ambiente e l'apparecchiatura tecnica usata. Spedire poi sia il file audio che quello di testo (preferibilmente già zippati) al mio indirizzo elettronico (gro.ocetra|ihcim#gro.ocetra|ihcim). Io metterò di nuovo in rete i files di "schizo3_1" appena lo riceverò, affinché qualcun altro possa scaricarlo ed eseguire ancora le operazioni che voi avrete già eseguito".

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