Storia Del Rap

Generi musicali: il RAP

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Premessa: in breve sul Rap

Il Rap (Rhythm And Poetry) è uno stile musicale che pur affondando le sue radici nella cultura orale nera americana, ma anche nel blues, nei sermoni religiosi, nasce tra la fine degli anni 60 e l’inizio degli anni 70 a New York, come genere completamente nuovo che va dal semplice gioco musicale alla dura protesta sociale e politica ed è diventato parte di spicco della cultura moderna ed è tutt’ora in espansione.

Il termine è stato inventato dal cantante di colore Joe Tex che a volte sembrava parlare più che cantare i suoi testi, intercalando spesso in questi suoi interventi un linguaggio “popolare”, stile che lui per primo ha chiamato Rap.

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Rap

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Il rapping consiste essenzialmente nel “parlare” seguendo un certo ritmo, una scansione ritmica e metrica di versi su un tempo di 4/4 incentrati su tecniche come rime baciate, assonanze ed allitterazioni. Molte canzoni rap assomigliano a degli scioglilingua parlati molto velocemente.

Questa tecnica vocale è eseguita da un MC (Master of Ceremonies) letteralmente “maestro di cerimonie” che è un rapper, ma non tutti i rapper sono MC.
Un vero MC è capace di fare freestyle, cioè improvvisare delle rime su qualsiasi base, sul silenzio, o con accompagnamento;
ed avere il flow (letteralmente flusso, inteso come il ritmo) necessario per riuscire a “trascinare” la folla che sta ascoltando.
Anche se si può fare Rap (rappare) senza base musicale, solitamente un MC è accompagnato da qualcuno che possa fornirlo di una base, che può essere il dj o il beat boxer (colui che imita con la voce tutti i suoni della batteria e di altri strumenti).

La base (beat) su cui il rapper scandisce i versi è realizzata dal beatmaking che usa vari metodi e strumentazioni. Questo “beat” è spesso creato usando un campionamento percussionistico di un’altra canzone, generalmente funk o soul. Inoltre molti altri suoni sono di frequente campionati, suonati con un sintetizzatore o creati con strumenti veri.

A volte un brano rap può essere solo strumentale e ciò viene fatto a scopo dimostrativo.

I testi delle canzoni affrontano perlopiù tematiche a sfondo sociale.

Alcuni importanti rappresentanti di questo nuovo genere furono Afrika Bambaataa e Grandmaster Flash ma il primo grande successo discografico è del 1979. Si tratta di Rapper’s de light della Sugarhill Gang.
Inizialmente il rap ebbe lo scopo di incanalare gli impulsi aggressivi della comunità nera che viveva un forte disagio sociale. Questo ruolo fu stabilito in modo deciso dal brano The message di Grandmaster Flash & The Furious Five.

Ehi…questi sono i miei anni della disco…yeah!

GLI ANNI OTTANTA

Inizialmente, il rap consisteva in brevi brani manipolati da un disk-jockey che interveniva bloccando e rilasciando manualmente l’avanzamento del disco, utilizzando anche due giradischi contemporaneamente, mentre un rapper cantava o recitava un testo, rimato e molto veloce, in slang (rap significa “chiacchierare” nello slang americano). Ben presto si afferma una naturale suddivisione dei compiti: i dj costruiscono grooves ritmici e musicali sempre più complessi, i rapper si concentrano nella creazione di testi in rima.

La tradizione a cui il Rap si richiama è costituita dai “griot” (cantastorie popolari), i “dozens” cioè duelli verbali dove non si rinunciava ad un linguaggio anche offensivo e lo scat cioè il parlato della musica jazz; la reazione del pubblico determinava la vittoria, riconoscendo il migliore “poeta”.
Il Rap raggiunge un’audience più vasta uscendo dai pochi quartieri di NY dove si era affermato. Si va verso la creazione di una struttura musicale autonoma (mentre prima si aveva fatto uso soprattutto della disco-music).

FASE DI COMMERCIALIZZAZIONE

Nel 1985 un produttore bianco, Rick Rubin e il rapper Russel Simmons crearono una piccola etichetta indipendente, la DEF JAM, con la quale pubblicarono un singolo assolutamente rivoluzionario: Walk this way dei RUN-DMC.
Poco dopo un altro lavoro fondamentale: Licensed to Ill dei Beastie Boys.

DISAGIO SOCIALE

La nuova generazione dei rapper era decisa a cantare apertamente rabbia, alienazione, voglia di riscatto e violenza. I quartieri neri erano, malgrado le lotte per i diritti civili degli anni Sessanta, i più poveri, quelli dove avvenivano più omicidi e che fornivano il maggior numero dei detenuti alle carceri americane.
Il disagio dei ghetti neri aumentò con l’arrivo del crack, una variante meno costosa della cocaina. I rapper si misero immediatamente in prima linea contro la sua diffusione.
Grandmaster Flash realizzò un hit antidroga di grande successo: “White Lines (Don’t Do It)“. Il rap è la CNN dei ghetti.

180px-carlos-smithAlla fine degli anni Ottanta esplode il rap “rivoluzionario” e politicizzato che si rifà agli insegnamenti di Malcolm X e mette nuovamente in scena le divise delle Pantere Nere.
Già nel 1983 era stato pubblicato un rap dedicato a Malcolm X, “No Sell Out” firmato da Keith LeBlanc.

Il nuovo genere musicale prende forza anche per l’apparizione di nuove tecnologie. Esse consistono principalmente nel campionatore e nelle tastiere elettroniche (a basso costo).

Durante gli anni Ottanta la scena pop internazionale era stata dominata dalle “drum machine” con i loro suoni meccanici. E’ in questo campo che i rapper hanno trovato ispirazione ed è per questo che su di loro ebbero grande influenza un gruppo molto lontano dalla cultura rap come i Kraftwerk.

TRA GLI ANNI OTTANTA E NOVANTA

In questo periodo il Rap diventa il linguaggio di un’intera generazione. Il Rap è ovunque. Perde i suoi caratteri estremi ed entra nel linguaggio di generazioni di giovani bianchi e classe media. Si evolve in un linguaggio completo, sempre più ricco e complesso.

Il rap ha un gergo distintivo, che include parole come yo, flow e phat. Particolarmente importante è lo slang di Snoop Dogg ed E-40, che aggiungono -iz ed -n a metà parola. Questa pratica fu usata per la prima volta da Frankie Smith, nel suo linguaggio senza senso (il singolo “Double Dutch Bus”, del 1980).

Il Rap sta cambiando. Fino ad ora si è fatto ricorso a musiche di altri artisti sulle quali il rapper ha aggiunto la propria voce. Uno dei migliori esempi è quello di: “Paid in full” di Eric B. & Rakim.

A partire da questo momento gli artisti le cui musiche vengono utilizzate o citate, iniziano a chiedere di essere pagati. Per questo i rapper cominceranno ad utilizzare sempre più basi musicali originali. È questo il periodo d’oro del Rap. Due gruppi (formati ognuno da due artisti) sono protagonisti della scena: i Boogie Down Productions che riprendono i temi politici con “By Any Means Necessary” e gli EPMD con Strictly Business.

Dall’altra parte dell’America, in California emergono altri artisti quali gli Stetsasonic e i N.W.A, questi ultimi campioni del gangsta rap.
Portati ad una sperimentazione più musicale è invece il gruppo De La Soul, portatore di un messaggio psichedelico e pacifista, con un approccio musicale morbido e ironico. In questo periodo molti personaggi arrivano al successo per scomparire rapidamente.

ANNI NOVANTA

Con il passare del tempo il Rap, da genere di nicchia diventa il tipo di musica più importante nell’ambito della black music. Si è contaminato incontrando sempre più spesso il jazz, il soul, il rhythm and blues e il rock; inoltre ha invaso tutta la musica del mondo diventando un codice utilizzabile ovunque e da chiunque. L’impatto, insomma, fu per molti versi simile a quello che ebbe il rock negli anni Cinquanta, di nuovo un’intuizione americana per nascita, ma globale per vocazione.

IL GANGSTA RAP

Nasce nel 1986 quando Ice T da alle stampe una canzone intitolata 6’ N the Morning, recitata in prima persona, una sorta di visita guidata nel crimine di Los Angeles. Nel 1988 esce un brano: “Fuck the Police” degli N.W.A. il quale fa scandalo al punto che il disco viene bandito da molti negozi e l’F.B.I. invia una lettera di protesta ufficiale alla casa discografica della band, la Priority Records.

Gruppi rap neri (Run-DMC) e bianchi (Beastie Boys) diffusero lo stile e nonostante i suoi temi spesso duri (le vita delle bande, la droga, la criminalità), fu raccolto anche da musicisti disimpegnati. Il Rap fu al centro di accese controversie per i suoi testi brutali e violenti che spesso parlavano di sesso con un linguaggio molto esplicito (i 2 Live Crew furono incriminati per oscenità e in seguito prosciolti). Altri artisti e gruppi rap, come Public Enemy, NWA (Niggers With Attitude), Ice-T e Ice Cube, furono accusati di esaltare la violenza e l’estremismo politico.

Del resto caratteristica del gangsta rap era, ed è, quello di raccontare storie in prima persona, di offrire ritratti di spacciatori, papponi, ladri e prostitute interpretandone le storie senza mediazioni, il che ha, ovviamente, una buona dose di ambiguità e ha consentito ai critici dello stile di accusare i rapper di voler trasformare i gangster in eroi, di promuovere di fatto la violenza e il crimine. D’altronde la situazione sociale delle comunità di colore era ed è drammatica. La causa di decesso più comune fra i neri è l’omicidio. La maggioranza dei neri ammazzati sono stati ammazzati da un nero. L’aids si diffonde tra i neri a una velocità tre volte superiore a quella fra i bianchi. La disoccupazione fra i neri è doppia che fra i bianchi.

Altri rapper : Dr.Dre, Snoop Doggy Dogg, Shakur , Nas e Jay-Z

Negli anni novanta si assistette anche ad un violento confronto tra le due maggiori correnti gangsta: West Coast ed East Coast. Tale scontro interessò Tupac Shakur e The Notorious B.I.G..
Nel 1996 Shakur viene ucciso in un agguato, un mese dopo è la volta del suo più noto rivale, Notorius B.I.G.

Il Rap, alla fine, entra a far parte della stessa cultura americana coinvolgendo un’intera generazione di giovani che scelgono il rap come codice espressivo, magari fondendolo con altre musiche come è avvenuto nel caso di Michael Jackson o di Madonna.
E chiudiamo con Marshall Mathers, cioè Eminem, che può essere considerato L’Elvis Presley del rap, colui che è stato in grado di mescolare cultura bianca e nera e di trasformarla in qualcosa d’altro. Eminem ha dichiarato: “Sono un bianco in un genere musicale nato dalla cultura nera. Ma credo che la maggior parte delle persone
non si renda conto che esiste una realtà dura e povera anche per i bianchi.”

IL RAP IN ITALIA

In America il Rap nasce nel ghetto e parla di tematiche del ghetto, usa quel linguaggio, porta quello stile nel vestire, nel rappresentare la realtà; in Italia il Rap nasce nei centri sociali, parla delle tematiche che girano nei centri sociali e soprattutto nei primi anni è profondamente diverso da quello americano.

Cominciano a muoversi tra gli anni 80 e 90 le “posse”, i gruppi in sintonia con queste tematiche.

C’è chi riconosce lo stile Rap in “Prisencolinensinainciusol” di Celentano, la metrica rap c’è, ma le parole sembra non abbiano senso e nel Rap il testo è fondamentale.

Negli anni 90 il Rap italiano si sviluppa velocemente assumendo una propria fisionomia con rapper storici come Pescara Lou X, si fanno largo Neffa, Deda e DJ Gruff che diedero vita ai Sangue misto, Marco Fiorito conosciuto come Kaos.

Altri rapper che iniziano il loro percorso musicale in questo primo periodo gli Articolo 31, Fabri Fibra, gli ATPC e gli storici collettivi romani del Colle der Fomento e Cor Veleno e molti altri anche più “leggeri e popolari” come Jovanotti.

A metà degli anni novanta si afferma Frankie Hi-NRG MC con testi di denuncia che invitano alla ribellione, Caparezza, J-Ax, Club Dogo e molti altri.

Con il delinearsi di una scena vera e propria, comincia quindi una polemica interna al movimento destinata a durare fino ai giorni nostri, che vede la contrapposizione tra due modi di fare e di intendere il Rap: “Underground e Commerciale”.

Riflessioni: credo che il fattore più importante della musica al di là del genere e dello stile sia la potenza che ha come aggregatore sociale e quanto possa aiutare a superare momenti bui, dare significato a ogni periodo di vita e sensibilizzare riguardo le tematiche sociali e di emergenza.

*☀¸¸ .☆ IL MOVIMENTO HIP HOP ☆.¸¸☀*

Spesso si genera confusione tra Rap e Hip Hop.
Ma mentre il Rap è un genere musicale l’Hip Hop è un movimento culturale che si identifica con il Rap. (Come il movimento degli Hippie si identifica con il Rock)

Il movimento Hip Hop si è sviluppato in prevalenza nelle comunità Afro-Americane e Latino-Americane del Bronx, quartiere di New York, verso la fine degli anni 70.
Ha probabilmente mosso i primi passi con il lavoro del DJ giamaicano di nome Clive Campbell, meglio noto come Koll Herc che in competizione con DJ Afrika Bambaataa, si dice abbia inventato il termine “hip hop” per descrivere la propria cultura. Cuore del movimento è stato il fenomeno dei Block Party: feste di strada, in cui i giovani afroamericani e latino americani interagivano suonando, ballando e cantando.

break-danceL’Hip hop è uno stile di vita che oltre al Rap comprende anche un’altra disciplina o arte: il breaking, uno stile di danza metropolitana eseguita per le strade da neri e portoricani. Accompagnata dalla break music, concitata, dura e spesso ridotta alla sola ritmica, la breaking è una danza da marciapiede di carattere acrobatico che richiede movenze sincopate e articolazioni snodate.

Altra arte legata all’Hip hop è il Writing (graffiti) espressione artistico-trasgressiva realizzata dai gruppi giovanili metropolitani; l’intervento sui muri della città e nelle stazioni della metropolitana con scritte, affreschi e decorazioni si pone come espressione diretta di una creatività che si sottrae alle mediazioni imposte dalle forme artistiche tradizionali.

la-pisa-di-keith-haring-2Nel campo del graffitismo il writer americano Keith Haring (1958-1990) eleva questa forma espressiva ad arte riconosciuta. Nel 1989 a Pisa dipinge il grande murale ‘Tuttomondo’ dedicato alla pace universale.

Il Dj statunitense Afrika Bambaataa fondò l’Universal Zulu Nation, un’organizzazione con lo scopo di fornire delle indicazioni etiche ai giovani che si avvicinavano alla cultura Hip hop.
Nella foto a destra: Pisa, Convento di S. Antonio Murales di Keith Haring

Poiché il movimento Hip Hop nasce nelle strade, soprattutto dei ghetti e dei quartieri urbani più degradati, alcuni dei suoi rappresentanti hanno sentito la necessità di veicolare un messaggio positivo che arginasse piaghe sociali come la droga e il crimine, soprattutto tra i giovani.

Il movimento si è diffuso in tutto il mondo grazie alla Zulu Nation e ai Black Power, la “forza nera”, gruppi di persone di colore con ideologie puramente anti-razziste che hanno iniziato a diffondere il loro credo tramite radio.

Principi della filosofia Hip hop :

Sapere che la tua sincerità e il tuo coraggio di parlare sono la tua ricchezza più grande.
Vivere con la consapevolezza che le tue mani, le tue parole, la tua vernice, sono al tempo stesso mezzo espressivo e arma mortale.
Aiutare un fratello che si trova in difficoltà senza curarti di come stai tu e di quanto possa mettere nei guai te, questa azione.
Spingerti ogni giorno ad un limite più alto, nella tua disciplina. Fare pezzi più belli, scrivere basi più potenti ed espressive.
Studiare studiare studiare, osservare l’opera di altri, non per copiarla, ma per ammirarne la tecnica.
Essere originale in tutto, sempre, a costo di subire insulti da chi ti osserva.
Fregarti di cosa pensa qualunque essere umano al di fuori della tua bolla di amicizie.
Vedere carta, muri grigi e silenzio come spazi ancora liberi, pronti per essere riempiti con la tua espressione personale.

Questo per me è l’hip hop.

Di sicuro non sono i dissing, non sono i baggy, non sono i cappellini.
I vestiti oversize si comprano.
Lo stile no.

di Heow – Answers Yahoo

In Italia Dj Enzo, The Next One, Kaos One, Dj Gruff, Deda, Neffa, i Colle Der Fomento (creatori del Funk Romano, nuovo stile italiano), Lou-x (produce musica di sommossa anti-polizia), costoro, hanno seguito fino in fondo le basi gettate dalla Zulu Nation e hanno fatto sì che questa cultura sbocciasse anche in Italia. Attualmente fanno parte della categoria Old School, vecchia scuola.

Ciò che diceva la Zulu Nation,
ovvero che la conoscenza è alla base del sapere e del produrre,
non viene quasi più preso in considerazione.
Possiamo quindi sperare che la situazione nel nostro Paese si risollevi un po’.

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